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Napoli tra Sacro e Profano 2

Napoli tra Sacro e Profano

Uno degli aspetti più affascinanti di Napoli è il ricco intreccio di misteri e leggende che caratterizza il suo centro storico. La città unisce con la stessa intensità devozione cattolica e tradizioni legate all’occulto.

Tra le strade dell’antica Neapolis, religione e superstizione convivono: fede e scaramanzia si fondono in un equilibrio che riflette la cultura e la tradizione napoletana.

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Edicole votive

Le edicole votive hanno origini molto antiche, probabilmente risalenti all’epoca greca, quando era diffusa l’abitudine di dedicare piccoli altari agli dei come segno di devozione. La loro grande diffusione a Napoli avvenne però durante il regno dei Borbone con Carlo III, quando iniziarono a comparire in molti angoli della città.

Oltre al valore religioso, servivano anche a illuminare i vicoli del centro. Oggi rappresentano una testimonianza di storia e tradizione, spesso osservata distrattamente dai napoletani che vi passano accanto ogni giorno.

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Teschio di Lucia

Nella chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, sul Decumano Maggiore (via dei Tribunali), si trova il culto delle Anime Pezzentelle, tra cui spicca il cranio di Lucia.

La storia risale al 1800: il teschio, ornato con velo da sposa e corona, è legato a numerose leggende. Secondo la tradizione, Lucia D’Amore, figlia di Domenico, principe di Ruffano, non riuscì a celebrare il suo matrimonio con il marchese Giacomo Santomago. Diverse versioni raccontano di un suicidio, di una morte per dolore, di una fuga fallita, di malattia o addirittura di annegamento durante il viaggio di nozze.

Oggi la reliquia è venerata come simbolo di speranza e per chiedere grazie, soprattutto in ambito amoroso.

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Leggenda del Castel dell’Ovo

Una delle leggende più curiose di Napoli riguarda il Castel dell’Ovo, simbolo della città. Si narra che il poeta Virgilio vi abbia nascosto un uovo nei sotterranei, dal quale dipenderebbero le sorti del castello.

Durante il regno di Giovanna, il crollo dell’arcone che unisce i due scogli del castello spinse la regina a dichiarare pubblicamente di aver sostituito l’uovo, per evitare timori tra i cittadini. Questa storia testimonia l’antichissima tradizione di superstizione a Napoli.

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Tomba di Dracula

Secondo alcuni storici, i resti del Conte Vlad III di Valacchia, noto come Dracula, si troverebbero nella Chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli.

Studi e teorie suggeriscono che Vlad non morì in battaglia, ma fu catturato dai Turchi e successivamente riscattato da una figlia segreta, adottata da una famiglia aristocratica napoletana. Queste ipotesi collegano il celebre personaggio letterario alla città di Napoli.

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O' Munaciello

L’O’ Munaciello, letteralmente “piccolo monaco”, è una delle figure esoteriche più celebri di Napoli. Tra mito e realtà, la leggenda lo descrive sia come portatore di fortuna — nasconde monete o suggerisce numeri per il Lotto — sia come dispettoso, capace di far sparire oggetti o spaventare chi dorme.

Le origini del Munaciello sono molteplici: alcuni lo collegano alla Napoli sotterranea e ai pozzari, altri alla corte di Alfonso V d’Aragona, dove un monaco amante di una nobildonna fu assassinato. Qualunque sia la verità, il Munaciello resta uno dei misteri più affascinanti del centro storico napoletano.

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